Effetto Red Wine

Domenica mattina. Letto. Apro gli occhi e sono talmente rincoglionito che fatico a riconoscere la casa. Ok, non é la mia, ecco perché. Voglia di alzarsi: zero. Tempo di riflessioni sui massimi sistemi.

Quando sono stato bene, l’ultima volta? Ah si, é recente, ero dentro al locale, sopra il palchetto.
Avevo appena sistemato i file in coda, un sorso di birra per schiarirmi la voce e allentare anche le ultime tracce di tensione, su le cuffie, ci siamo quasi.
Un ultimo aggiustamento casuale sul mixer a tutte quelle rotelle colorate, le ultime maledizioni a chi le ha toccate prima di me, le ultime preghiere perché tutto fili liscio… questa é una serata importante.
La gente comincia ad affollare il locale: entrano, ti guardano. Alcuni con aria quasi di ammirazione, altri invece ti osservano come si guardano le scimmie allo zoo e si siedono al loro tavolo.

Ma non é più il momento di distrarsi, uno sguardo d’intesa con i miei fratelli, mani pronte sui volumi, si va in scena.
“Raga, pronti? 5..4..3..”
Silenzio…
On air.
Eccolo. Quel piccolo e fugace secondo in cui tutti trattengono il fiato, prima di liberarsi nel più rumoroso possibile “RED WINE SMOKING CLUB!”, quel secondo da solo varrebbe ogni sforzo ed ogni sacrificio che faccio. Ma ora é cominciata la festa, benvenuti al ‘live radio rock show’ più irriverente che possiate immaginare.

Qui é dove sto davvero bene: dietro ad un microfono, a fianco dei miei amici, davanti ad una birra.

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